Da oggi Panapesca apre le porte ad una nuova collaborazione di enorme valore con la nutrizionista Monica Artoni che metterà a disposizione la sua esperienza per aiutarci a fare scelte alimentari più consapevoli. Nel suo primo articolo della rubrica “Cosa c’è nel piatto? Tutto sul pesce surgelato”, Monica affronta un tema importante: il pesce surgelato e i falsi miti e pregiudizi che lo accompagnano.
Quando si parla di pesce surgelato, il pregiudizio è ancora duro a morire: molti consumatori lo considerano un prodotto “di serie B”, meno nutriente e meno sicuro rispetto al pesce fresco.
Da nutrizionista, posso dire che non è così. Anzi, in molti casi il pesce surgelato rappresenta una scelta pratica, sicura e nutrizionalmente valida, purché rispetti precise caratteristiche di qualità.
Surgelato ≠ decongelato. Qual è la differenza?
Partiamo da una prima distinzione fondamentale tra pesce surgelato e pesce decongelato:
- Il pesce surgelato viene congelato rapidamente a temperature molto basse (−18°C o inferiori) subito dopo la pesca.
- Il pesce decongelato è pesce fresco precedentemente congelato e poi scongelato per la vendita.
La surgelazione industriale di qualità blocca i processi di degradazione e preserva le caratteristiche nutrizionali originarie.
I valori nutrizionali del pesce restano intatti dopo la surgelazione?
Sì. Proteine, grassi buoni (Omega-3), vitamine liposolubili e minerali restano sostanzialmente invariati. Le eventuali perdite nutrizionali sono minime e paragonabili — se non inferiori — a quelle del pesce fresco conservato per giorni nei banchi frigo.
In altre parole un pesce surgelato bene può essere più nutriente di un pesce “fresco” ma vecchio di diversi giorni.
Quanto è sicuro il pesce surgelato?
La surgelazione rapida:
- Blocca la proliferazione batterica
- Riduce il rischio parassitologico (es. Anisakis, se trattato correttamente)
- Permette una conservazione più lunga senza conservanti
Per alcune preparazioni casalinghe (come il consumo crudo), l’abbattimento è obbligatorio per legge.
Quando il pesce surgelato è davvero di qualità?
Ecco cosa consiglio sempre ai miei pazienti di verificare prima di inserire un prodotto ittico surgelato nel proprio carrello:
- Glassatura sottile È un leggero strato di ghiaccio che riveste il pesce surgelato e serve a proteggerlo dall’aria e dall’ossidazione durante la conservazione. Deve essere sottile e uniforme: una glassatura eccessiva, infatti, aumenta solo il peso del prodotto senza apportare benefici alla qualità.
- Assenza di additivi inutili Meglio prodotti al naturale, senza polifosfati aggiunti. Una lista ingredienti semplice è spesso indice di maggiore qualità e trasparenza.
- Filiera e zona FAO dichiarate L’indicazione della zona FAO e dell’origine del prodotto permette di sapere dove il pesce è stato pescato o allevato e di valutare meglio qualità, freschezza e sostenibilità. Una filiera trasparente è sempre un buon segnale: più informazioni in etichetta significano maggiore controllo e affidabilità del prodotto.
- Catena del freddo integra La confezione deve essere perfettamente chiusa, senza brina o cristalli interni.
5 vantaggi pratici del pesce surgelato (che ne aiutano anche il consumo)
- Sempre disponibile
- Già pulito e porzionato
- Zero sprechi
- Più economico del fresco
- Maggiore varietà durante l’anno
Per molte famiglie, questo significa riuscire a rispettare più facilmente il consiglio nutrizionale di consumare pesce 2-3 volte a settimana come indicato dalle linee guida per una sana alimentazione.
Sostenibilità: un aspetto spesso dimenticato
Il surgelato contribuisce inoltre a:
- Ridurre lo spreco alimentare
- Valorizzare specie meno conosciute
- Diminuire i trasporti urgenti del fresco e quindi le emissioni
Una scelta quindi non solo salutare ma anche più sostenibile.
In conclusione
Il pesce surgelato non è affatto una scelta di ripiego anzi!
Se di qualità:
- È nutrizionalmente valido
- È sicuro
- È pratico
- È sostenibile
Da nutrizionista, lo considero una risorsa preziosa per portare in tavola più pesce, più spesso, senza rinunciare al benessere.
La vera differenza, come sempre, la fa la qualità della materia prima e della lavorazione.